PROTEGGERSI DAL SOLE E' QUESTIONE DI..........FIBRA.

di Raffaele Tedesco

Il richiamo della natura per la vita all'aria aperta è sentito per l'uomo in maniera prepotente specialmente se costretto a vivere nel frenetico e spesso caotico mondo moderno. Il sole così vitale ed amato può presentare però dei rischi per le cose e per l'uomo stesso, ed infatti la radiazione solare deve essere adeguatamente schermata per proteggere, le cose, e �.. noi stessi! Il sole non è solo benefica luce che tutto illumina facendo splendere i colori ma anche radiazione ultra violetta, raggi infrarossi, ecc. che degrada i materiali a livello molecolare, che scotta, che provoca tumori della pelle, ecc. Da sempre l'uomo usa i tessuti per proteggersi dalle radiazioni solari ed oggi a questa funzione primordiale è richiesta anche una funzione estetica e di durabilità per diversi anni senza che il manufatto subisca un deterioramento nel colore, nella resistenza alla lacerazione e nella stabilità dimensionale.
L'ambiente esterno è particolarmente aggressivo ed i manufatti tessili dovranno resistere a:

•Radiazioni UV
• Sole
• Calore
• Gelo
• Pioggia
• Salsedine
• Sporco
• Azione dell'Ozono
• Micro organismi
• Prodotti chimici inquinanti presenti nell'atmosfera
• Prodotti chimici da autolavaggio

E' ormai ben nota la superiorità dei manufatti tessili in fibra acrilica nel settore tende da sole, ombrelloni da spiaggia, arredamento da giardino, copertura barche, capote auto, ecc. rispetto a fibre naturali come il cotone e rispetto a fibre sintetiche quali poliestere, polipropilene, polietilene, ecc. Tuttavia a cadenze periodiche vengono rispolverate le fibre sintetiche sopra menzionate motivando la loro riproposizione con innovazioni e miglioramenti nella solidità alla luce, caso del poliestere, o nella riciclabilità, caso del polipropilene.

Indubbiamente le fibre ottenute per estrusione di polimero fuso offrono il vantaggio della semplicità e di un minor investimento degli impianti di filatura. A questo si aggiunga che i polimeri da fuso danno la possibilità di essere utilizzati anche per la produzione di filo continuo.

Sfortunatamente la qualità e le prestazioni dei manufatti destinati ad un uso esterno non passano attraverso la semplificazione del processo di filatura, per cui a tutt'oggi la fibra acrilica, ed in particolare il Leacril Out Door HM-Eco della Montefibre, evoluzione continua di una tecnologia nata ben 40 anni fa, domina ancora incontrastata questo particolare settore.

Recentemente sono apparse sul mercato manufatti in Poliestere filo continuo tinto con coloranti dispersi e manufatti in Polipropilene da fiocco pigmentato aventi, quest'ultimi, in trama un filo da mischia polipropilene - polietilene. Il polietilene per trattamento termico fonde e dà rigidità al manufatto migliorandone l'estetica.

I Laboratori Montefibre hanno caratterizzato i due materiali sopra citati per verificare eventuali miglioramenti in quelli che sono i rispettivi, e ben noti, punti deboli:

• forte assorbimento della radiazione UV da parte del Poliestere in virtù della elevata presenza di anelli aromatici con conseguente "taglio" del peso molecolare e quindi con una forte riduzione della tenacità e con aumento della fragilità della fibra;
• facile deformabilità permanente dei manufatti di Polipropilene sotto carico costante, già a 23°C, dovuta al basso punto di fusione del Polipropilene (c.a. 165°C) e alla facilità di scorrimento delle catene molecolari finanche a 15°C sotto lo zero.

In figura 1 e 2 è riportato il comportamento del manufatto in Poliestere filo continuo in confronto al Leacril OD HM-Eco al test esposizione alla luce artificiale ed intemperie (ISO 105-B04). Si nota come dopo appena 500 ore di esposizione i valori di tenacità e di allungamento decadono di più del 50% per la tenda in Poliestere mentre per il LEACRIL O.D.HM-Eco le stesse grandezze rimangono pressochè invariate.

Fig. 1 Fig. 2

In figura 3 e 4 sono mostrate le curve carico-deformazione di tende in Polipropilene e di Leacril OD HM-Eco a 23 ed a 70°C. Il modulo elastico, pendenza iniziale della curva, è per il Leacril OD HM-Eco circa il triplo rispetto al Polipropilene: a parità di sollecitazione la tenda in Polipropilene si deforma tre volte di più rispetto al Leacril OD HM-Eco.

Fig. 3
Fig. 4

Prove di Creep, allungamento nel tempo sotto carico costante, fatte su tende con carico applicato in senso ordito di 13,5 kg su una striscia larga 2,5 cm hanno mostrato un allungamento finale, dopo 7 giorni, del Polipropilene rispetto al Leacril 3 volte superiore a 23°C e circa 2 volte a 70°C.

Rimosso il carico, dopo un riposo di 24 ore, è stata misurata la deformazione residua che è risultata molto più contenuta per il Leacril OD HM-Eco rispetto al Polipropilene come si può osservare nella FIG. 5.

Fig. 5
Fig. 6

Le considerazioni su esposte evidenziano le superiori caratteristiche fornite dal Leacril OD HM-Eco e si riferiscono al solo comportamento "meccanico" dei tessuti. Vogliamo anche sottolineare un altro punto di forza del Leacril OD HM-Eco: la superiore solidità alla luce ed alle intemperie dei pigmenti organici utilizzati rispetto ai coloranti dispersi, usati per la tintura in filo del Poliestere.
Quale la conclusione dell'indagine descritta? Che le fibre recentemente proposte, Poliestere in Germania, e non solo, e Polipropilene in Austria, e non solo, non presentano fatti innovativi rispetto a quanto già noto e che se non era valido in passato, non lo è ancor più oggi. Perchè risparmiare a scapito della qualità, della funzionalità, dell'estetica, ecc. ?
Oggi, infatti, il costo del tessuto per tende da sole o per copertura di spazi all'aperto, di barche, di auto cabriolè, ecc. rappresenta solo una frazione del costo delle complesse e sofisticate strutture che sostengono il tessuto, per non citare automatismi, motorizzazioni, ecc. Pertanto rappresenta un investimento ed un risparmio futuro scegliere tessuti di qualità, di elevata affidabilità, di elevata durata, ecc.

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